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MADONNA CON BAMBINO LIGNEA

Presso Castel Sant’Angelo c'è una mostra di antiquariato e tra queste antichità vi è una Madonna alta circa 70 centimetri, forse del 1400, che apparteneva alla chiesa Santa Maria di Nespolo, chiesetta che si trovava presso la piazza del Comune Vecchio. Tale satua sarebbe stata venduta dal Parroco di allora, Don Giuseppe De Luca. Tale statua è stata poi riportata, in pittura, nel lato destro della pala dell'altare nella chiesetta di San Rocco nel 2000.


PROVINCIA E COMUNE
 
Roma
     
LUOGO DI COLLOCAZIONE
 
Museo Nazionale di Castel S.Angelo Inv. 553/IV (Sala delle Colonne)
     
PROVENIENZA
 
Nespolo
     
OGGETTO
 
Gruppo scultoreo raffigurante Madonna in trono con Bambino benedicente
     
EPOCA
 
Fine sec.XIII - inizio sec. XIV (primo quarto)
     
AUTORE
 
Arte Umbro-Abruzzese ma artista sconosciuto
     
MATERIALE
 
Legno policromato
     
MISURE
 
128x37x15
     
ACQUISIZIONE
 
Acquisto dello Stato (dall'arciprete di Nespolo) 15.11.1928.
     
STATO DI CONSERVAZIONE
 
Discreto; Restauro 1987
     
CONDIZIONE GIURIDICA
 
Proprietà dello Stato
     
FOTOGRAFIE
 
A.F.Museo Nazionale di Castel S.Angelo, n,3233; C.F.N., E 49981




Il gruppo è collocato in una lunga e stretta edicola cuspidata, decorata internamente con dischi crociati dipinti. Seduta in posizione frontale su di un piccolo trono dal basamento ornato da 3 archetti polilobati, la Madonna incoronata porge con la destra un frutto al Bambino il quale, sostenuto dal braccio sinistro della Madre, è raffigurato nell'atto di benedire con una mano, mentre con l'altra stringe un libro chiuso. La Madonna ha il capo coperto da un corto velo bianco a piccole strisce colorate ed indossa una veste azzurra con un lungo mantello blu che le copre le spalle e le gambe. Il Bambino indossa una lunga tunica rossa che gli lascia scoperti i piedini nudi e le caviglie.

NOTIZIE STORICO CRITICHE

Opera di fattura ingenua e di carattere rustico e primitivo, il gruppo è stato classificato sia da M.BORGATTI (1931) che da M. D'ORSI DI PIETRO (s.d., ma anni 60), come un prodotto d'arte popolare abruzzese del sec.XIV. In realtà, anche in considerazione della sua provenienza dal reatino, l'opera và giustamente attribuita ad un ambito culturale e geografico più allargato, collocabile tra Umbria, Lazio e Abruzzo, e riferibile cronologicamente alla fine del XIII inizio del XIV secolo. Discende per impostazione generale da esemplari Umbri della prima meta del XII secolo (cfr. Le Madonne di Detroit e del Bargello di Firenze), il gruppo è accostabile per tipologia e per fattura a tre esemplari Umbro-aAbruzzese della fine del secolo XIII conservati al Museo Civico Dell'Aquila: Le Madonne di Pizzoli, di Penne e di Picenze (cfr. M.Moretti, Museo Nazionale D'Abruzzo, l'Aquila, 1968 pp. 10-12); sono comuni la linea del manto della Madonna che segue la linea del braccio sottostante, la posizione sempre rigida e anomala del Bambino, e soprattutto la fattura arcaica ed ingenua. Il restauro tutt'ora in corso ha permesso intanto di accertare che, come tante altre Madonne popolari dell'area Laziale-Abruzzese (cfr. ad esempio le Madonne di Carsoli e Corcumello), anche il nostro gruppo ha subito delle modifiche risalenti probabilmente al sec. XV: Il viso della Madonna e del Bambino sono stati infatti nascosti e corretti sotto due vere e proprie maschere. I risultati finali del restauro diranno se altre modifiche sono intervenute e se saranno tali da gettare nuova luce sull'opera.(*) Il gruppo è presumibilmente entrato nel museo nel 1928, dal momento che, come risulta dai verbali del comitato direttivo, se ne discusse l'acquisto in data 15/11/1928.
(*) Nella sua redazione originaria la scultura fa gruppo con altre Madonne lignee studiata da G.PREVITALI
("scultura espressiva Umbra nel primo quarto del sec.XIV"). Nel corso del restauro sono state solo rimosse le maschere in carta pesta su stoffa, aggiornamento "aggraziato" del sec.XV o forse dell'inizio del seguente.

NOTIZIE FORNITE AL PARROCO DON BARTOLO DAL MUSEO DI CASTEL S.ANGELO LUGLIO 1990 ULTERIORI NOTIZIE RIGUARDANTI LA MADONNA CON BAMBINO LIGNEA

Secondo il ricordo di un anziano del paese, la Madonna lignea con Bambino negli ultimi anni di permanenza a Nespolo si trovava nel Magazino detto "monte del prete", oggi giardino della Madonna di fronte all'entrata principale della chiesa. Quì venivavo riposte tutte le statue dei Santi e i vari oggetti che servivano per le processioni.
La Madonna su menzionata faceva parte della chiesa madre di Nespolo, Santa Maria alla piazza e dato che questa chiesa apparteneva alla Parrocchia di Collalto Sabino, il prete di detta parrocchia Don Checco si infuriò notevolmente con il nostro Prete Don Giuseppe DE LUCA nativo di Nespolo, perchè aveva venduto la Madonna senza il suo consenso. Comunque le polemiche si spensero senza che la Madonna tornasse in paese, chissa che tipo di accordo fecero i due preti. Don Giuseppe all'epoca della vendita della statua della Madonna, da pochi anni era parroco di Nespolo, prima si trovava a Castel di Tora, successe a Don Angelo COIANTE, originario di Santa Croce in Umbria morto nel 1921.
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